Sirene – la Cartografia Letteraria tratta dal romanzo di Laura Pugno

La Cartografia Letteraria può sostituire la lettura di un romanzo?
18 Settembre 2019
Tempo di lettura: 5 minuti

di Ferdinando Morgana


Sirene di Laura Pugno è un libro atipico, difficile da afferrare, quasi inclassificabile. Non è fantascienza, eppure le somiglia; non è un manga, ma del manga sembra avere tutto; non è una favola, eppure si anima grazie a personaggi fantastici; non è un romanzo politico, eppure non lascia indifferenti al tema dello sfruttamento degli altri e della fine del mondo come oggi lo conosciamo.

Sirene si muove in un futuro prossimo – distopico, se vogliamo cedere a una definizione che oggi funziona molto –  in cui gli esseri umani vivono al chiuso, relegati in strutture protette, o sottoterra, in una società che si è reinventata sotterranea, per proteggersi dal sole. Il sole è il male, è il pericolo dal quale scampare a ogni costo, proteggendosi con strati di creme e paramenti multistrato. L’esposizione anche breve alla violenza del sole significa venire aggrediti da un male feroce e inarrestabile, per il quale non si conosce cura.

Gli umani di questo futuro recente si sono ricostituiti in gruppi criminali, e le ambientazioni di Sirene sembrano svolgersi in una società Giappocentrica, dove la Yakuza e i suoi killer decidono ogni cosa. 

Sirene è un libro atipico, difficile da afferrare, quasi inclassificabile. Non è fantascienza, eppure le somiglia; non è un manga, ma del manga sembra avere tutto; non è una favola, eppure si anima grazie a personaggi fantastici; non è un romanzo politico, eppure non lascia indifferenti al tema dello sfruttamento degli altri e della fine del mondo come oggi lo conosciamo

In questo post-mondo, le sirene esistono. Non solamente esistono, ma vengono cresciute in allevamenti composti da enormi vasche. Le sirene vengono macellate come noi oggi alleviamo e macelliamo le mucche. Le più belle vengono invece destinate alla prostituzione, in bordelli simili ad acquari. 

Samuel, sorvegliante di una delle vasche dove vengono allevate e nutrite le sirene destinate al macello – alla produzione della “carne di mare” – si lascia tentare dallla bellezza diafana di una sirena, si unisce a lei, sfuggendo a stento alla reazione istintiva della sirena: divorare il maschio dopo il rapporto, come fanno le mantidi. Da quell’unione nasce Mia – sirena e mezzo umana – e da Mia avrà forse, origine una nuova specie, unica speranza di sopravvivenza per gli esseri umani e le sirene.. 

Sirene – Cartografia Letteraria illustrata da Benedetta C. Vialli, da un’idea di Ferdinando Morgana.

In Sirene Laura Pugno racconta con maestria simbolica la fine del mondo degli umani, costretti a vivere al buio e in città subacquee – perché la luce è diventata la principale nemica – dominati dalle mafie internazionali, sfiniti dal consumo di ogni risorsa planetaria. 

Ciò che rende unico il libro – oltre alla storia, visionaria ma al tempo stesso concretissima e contemporanea – è il modo in cui è scritto: Laura Pugno maneggia una prosa semplice e diretta, che allo stesso tempo riesce a modularsi in venature allucinate e oniriche. 

Per riuscire a scrivere Sirene, mi immagino che Laura Pugno si sia trovata in un luogo emotivo aperto, controluce, la cui vastità viene contrastata da qualcosa di vicinissimo, che oscura la vista. Sirene è un boccone di sushi di sirena mangiato controluce. La carne di mare soddisfa la fame, riempie la bocca, e ricorda una ragazza rannicchiata, che cerca di ripararsi dalla luce di un sole accecante.

Per raggiungere questa sintesi, per riuscire a scrivere Sirene, mi immagino che l’autrice si sia trovata in un luogo emotivo aperto, controluce, la cui vastità viene contrastata da qualcosa di vicinissimo che oscura la vista. Sirene è un boccone di sushi di sirena mangiato controluce. La carne di mare soddisfa la fame, riempie la bocca, e ricorda una ragazza rannicchiata, che cerca di ripararsi dalla luce di un sole accecante.

L’ambiente è quello acquatico, ricorda sì il mare ma anche le vasche delle sirene, una piscina, un angolo di mare di un azzurro indistinto indistinguibile dal cielo. Ma Sirene non è solo corpo femminile, carne macellata, acqua salata, sole, è anche sangue, un sangue nero come la malattia della pelle che ha decimato gli esseri umani, una macchia che si allarga sulla superficie piatta dell’acqua, e che – forse – ricorda una la salsa di soia in cui viene intinto il sushi.

L’ illustratrice: Benedetta C. Vialli

Alpina di nascita, lagunare d’adozione, Benedetta C. Vialli si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove vive e lavora come illustratrice freelance. Si occupa principalmente di femminismo e parità di genere ma anche di divulgazione scientifica e ambiente. Il suo immaginario deve molto alla sua passione per la storia dell’arte, per il cinema e le piccole cose della vita. Nelle sue illustrazioni riporta con delicatezza la sua visione del mondo ironica ma al contempo malinconica.

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