Sillabari – la Cartografia Letteraria ispirata ai racconti di Goffredo Parise

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Parise_Sillabari
Tempo di lettura: 4 minuti

di Ferdinando Morgana


Inizia tutto da un aneddoto, che poi, chissà se è accaduto veramente. 

Un giorno, sul finire degli anni Sessanta, Goffredo Parise vede nella piazza sotto casa un bambino con in mano un sillabario. Scende in strada, gli si avvicina e legge: L’erba è verde. Sono tempi politicizzati, in cui si fa spesso ricorso a parole “difficili” – gli stessi primi romanzi di Parise Il ragazzo morto e le comete e Il prete bello riflettevano in pieno il concetto per cui la vera letteratura doveva essere contornata da un’aura quasi sacrale, da un lessico necessariamente alto, da costruzioni e giri di frase distanti dal parlato, dal sentimento comune. Invece quella frase, quella pagina così limpida nella sua chiarezza, acquista per Parise il significato di un monito, un richiamo alla “verità pratica” della vita e all’essenzialità della poesia. 

Nasce così l’idea di comporre una raccolta di racconti brevi – che a volte dimostrano l’ampiezza emotiva del romanzo, altre l’acutezza chirurgica della poesia – dedicati ai sentimenti umani. Disposti in ordine alfabetico, i racconti diventeranno un vero e proprio dizionario, un sillabario fondamentale, una mappa, una guida, una ricognizione letteraria su ciò che ci rende umani.

Inizia tutto da un aneddoto, che poi, chissà se è accaduto veramente.

Sillabari – Cartografia Letteraria illustrata da Elena Miele, da un’idea di Ferdinando Morgana.

La prima serie di racconti, che va da Amore a Famiglia, viene pubblicata sul «Corriere della Sera» fra il 1971 e il 1972, ed è subito chiaro che la scrittura di Parise non è stata così felice, essenziale eppure ricca. Levigatissima, cristallina, preziosa. Forse emanata da quella sensazione che lo scrittore vicentino aveva rincorso affannosamente per tutta la vita: «una specie di limbo, di lieve e soffusa esaltazione, in cui nel suo complesso ti piace la vita e ne hai al tempo stesso nostalgia». La seconda serie, da Felicità a Solitudine, viene pubblicata fra il 1973 e il 1980, e raccolta in volume da Mondadori con il titolo Sillabario n.2, si aggiudica il Premio Strega nel 1982. Finalmente, nel 1984 i due Sillabari vengono riuniti in un unico volume. 

I Sillabari di Goffredo Parise sono uno dei grandi capolavori della letteratura italiana contemporanea, rappresentano uno dei vertici assoluti della sapienza compositiva ed estetica dello scrittore veneto. 

      Immagino che Parise per scrivere i racconti dei Sillabari si sia trovato in un luogo emotivo fresco e appartato, simile alla sensazione che si prova riparandosi in una caverna, all’interno di una cupola rinascimentale o all’ombra di un colonnato durante una giornata estiva. In quel luogo si è sicuramente sentito protetto, e pronto. Pronto a lasciarsi attraversare dai ricordi d’infanzia, quelli nei quali i sentimenti sono i più amplificati possibili. 

Nasce così l’idea di comporre una raccolta di racconti brevi – che hanno a volte l’ampiezza emotiva del romanzo, o l’acutezza chirurgica della poesia –  dedicati ai sentimenti umani. Disposti in ordine alfabetico, i racconti diventeranno un vero e proprio dizionario, un sillabario fondamentale, una mappa, una guida, una ricognizione letteraria su ciò che ci rende umani.

      Il nucleo emotivo dei racconti di Parise possiede la vitalità esplosiva e squassante che si può provare solo da bambini, e racconta le emozioni principali degli esseri umani (rabbia, gioia, paura, tristezza, disgusto, sorpresa) toccando la verità ultima delle cose che solo la purezza di una lingua senza fronzoli può raggiungere. Questa vitalità, questa purezza, questa verità non può che nascere dalla somma di ciò che vediamo, che sperimentiamo nella vita, da una galleria inesauribile di santi protettori che ci osservano benevoli, sovrapposti e affastellati – la madre e il figlio, dei e demoni, fuochi e acque, costellazioni e terra bruciata – in quella caverna in cui Parise si è sentito felice come un bambino riparato e accolto.

L’ illustratrice: Elena Miele.

Qualcosa su di me: illustratrice, copertinista e disegnatrice di packaging per la cosmesi. Sono cresciuta in un’epoca strepitosa tra gli anni ’80 e ’90, in una provincia classista e conservatrice. Credo che Neville Brody e Vivienne Westwood mi abbiano salvato la vita.
La Cartografia Letteraria che ho realizzato è una Tecnica mista per sognatori, credo sia il modo migliore per dirlo.

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