L’Avversario – la Cartografia Letteraria del romanzo di Emmanuel Carrère

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Tempo di lettura: 4 minuti

di Ferdinando Morgana


L’Avversario è un libro basato su un fatto di cronaca tanto incredibile, quanto spietatamente reale. Jean-Claude Romand ha passato la vita a fingere, finendo per venire travolto dalla spaventosa costruzione di bugie che aveva edificato anno dopo anno. Si era iscritto alla Facoltà di medicina all’Università di Lione, fallendo l’esame di ammissione al secondo anno. Invece di ammettere quel piccolo inciampo, iniziò a mentire a genitori e amici, finendo per fingere la Laurea in Medicina. Da lì l’invenzione di una carriera folgorante e prestigiosa come ricercatore per l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Sposato, due figli, Romand si diceva impegnato in congressi e viaggi di lavoro. E quando invece usciva di casa la mattina fingendo di recarsi in ufficio, passava invece il tempo in un bosco vicino casa, a leggere libri o fare cruciverba. Quando penso a Jean-Claude Romand, mi viene in mente principalmente una cosa: il tempo passato – ore su ore, giornate intere – speso ad annoiarsi nel bosco. 

Quando penso a Jean-Claude Romand, mi viene in mente principalmente una cosa: il tempo passato – ore su ore, giornate intere – speso ad annoiarsi nel bosco.



Travolto dai debiti – il suocero, i molti amici, la sua amante gli avevano prestato centinaia di migliaia di franchi convinti dalle scuse più varie, non ultima la cura per un fantomatico linfoma; soldi che ora volevano indietro – il cerchio delle bugie intorno a lui ha finito per farsi troppo stringente. Disperato, decide di uccidere la moglie, i figli, i suoceri. Inizierà da questi ultimi, per finire con la sua famiglia. Dopo la strage, darà fuoco alla casa e prenderà una scatola di sonniferi, convinto di darsi la morte. Verrà salvato dai soccorsi immediati di polizia e vigili del fuoco, chiamati da qualcuno allertato dalle colonne di fumo in lontananza. Il resto è la cronaca giudiziaria di un processo per strage, che si conclude con una condanna all’ergastolo.

Quando Emmaneul Carrère il mattino dopo l’incendio legge questa storia sulla stampa, capisce subito che si tratta di un innesco narrativo senza pari (di cos’è una premessa narrativa, e di come riconoscerne una che funziona, abbiamo parlato a lungo anche qui). Nasce così L’Avversario, uno dei libri di maggior successo dello scrittore francese, capace di dare una svolta internazionale alla sua carriera. 

Ciò che rende unico L’Avversario – oltre alla storia, incredibile, di Romand – è il modo in cui è scritto. Carrère descrive il modo in cui è venuto in contatto con la vicenda e i suoi tentativi di contattare Romand attraverso lettere inviate alla prigione. I due si sono scritti per qualche anno, incontrandosi poi per una serie di interviste in camera di sicurezza. L’Avversario è sì la storia incredibile di Jean-Claude Romand, ma anche la storia di come Carrère stesso è riuscito a scrivere L’Avversario. 

L’Avversario: Cartografia Letteraria illustrata da Nicola Ferrarese da un’idea di Ferdinando Morgana. 

Ecco che allora la Cartografia Letteraria del libro cerca di cogliere il midollo della vita di Romand, che per me si riassume in due immagini: la doppiezza e la noia nel bosco. Da un lato la doppiezza è sì la doppia vita del medico impostore – uomo fallito, ma anche diavolo, e il diavolo è proprio l’Avversario con la “A” maiuscola di Romand, citato nel titolo – ma doppia è anche la natura del libro (che si divide tra la ricostruzione del fatto di cronaca e le vicende che accadono realmente a Carrère mentre cerca di scrivere il romanzo). 

E poiché la Cartografia Letteraria è la ricerca di mettere in luce con una mappa il cuore emotivo, il nucleo tematico di una storia, il bosco credo sia il luogo dove riposa questo cuore. Il luogo dove Romand passava ore ad annoiarsi o a orchestrare il suo tragico futuro, e dove Carrère stesso credo abbia cercato di addentrarsi furtivo, mentre cercava di raccogliere le frasi lucidate e ben tornite del suo futuro capolavoro. 

L’ illustratore: Nicola Ferrarese
Nicola Ferrarese vive e lavora a Treviso come illustratore freelance per la pubblicità e per il mercato editoriale, è direttore organizzativo del Treviso Comic Book Festival dal 2009. Tra i suoi clienti: The Telegraph, Colors, Datum Magazine, The big Issue, Sky, Vans, Ikea, Generali, New Balance, Sun 68.

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