La premessa narrativa: portare alla luce il problema del protagonista fin dall’inizio

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Tutte le famiglie felici si assomigliano; ogni famiglia infelice è disgraziata a modo suo non è solo uno degli incipit più famosi e belli della letteratura mondiale, ma soprattutto un esempio di premessa narrativa efficace.
Fin dalla prima riga di Anna Karenina, Tolstoj ci fa capire quale sarà il meccanismo che dà avvio alla narrazione, nonchè il motore che animerà i suoi personaggi per centinaia di pagine.

The Umbrella Academy

Altro esempio: Nella dodicesima ora del primo giorno di ottobre del 1989, 42 donne nel mondo partorirono. Il fatto insolito fu che nessuna di esse era incinta all’inizio della giornata. Questa è la voce narrante che accompagna la scena iniziale di The Umbrella Academy, serie ideata da Steve Blackman e distribuita da Netflix, basata sull’omonimo fumetto di Gerard Way. Anche in questo caso, fin dalla prima scena veniamo introdotti al meccanismo che fa funzionare l’intera narrazione. Assistendo a un evento miracoloso che coinvolge dei bambini, sappiamo fin da subito di cosa parlerà la serie. The Umbrella Academy è infatti una storia di supereroi dai poteri soprannaturali, che devono fare i conti con il mistero della propria origine e combattere contro lo sradicamento che li accompagna.

La premessa, è quindi uno strumento fondamentale per introdurre immediatamente il lettore – o lo spettatore – nel cuore centrale del mondo narrativo che stiamo creando e per farlo partecipare da subito al destino di quello che accadrà da lì in avanti. Per ideare una premessa narrativa efficace, sarà necessario mettere immediatamente in evidenza il problema centrale contro cui il protagonista dovrà combattere, e descriverlo con più semplicità possibile. Più preciso, efficace e semplice è il meccanismo che inseriamo nella premessa, più lontano questo motore riuscirà a condurci.

Un ultimo esempio, per chiudere, ecco l’incipit de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati – premessa efficace, motore narrativo impeccabile che già dalla prima pagina ci porta nel cuore del romanzo: Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione. […] Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. […] ma su tutto ciò gravava un insistente pensiero, che non gli riusciva di identificare, come un vago presentimento di cose fatali, quasi egli stesse per cominciare un viaggio senza ritorno.

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