La rinascita delle newsletter

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Tempo di lettura: 5 minuti

La newsletter – perché uno strumento una volta in disuso è diventato fondamentale se ti occupi di creatività.

di Ferdinando Morgana

Il campo della creatività e della creazione di contenuti cambia in continuazione, spinto da forze diverse e a volte contraddittorie. Fino a pochi anni fa la brevità sembrava essere il paradigma dominante per ogni contenuto. Twitter offriva solo la modalità da 140 caratteri, Tik Tok video di 10 secondi, Instagram TV contenuti non più lunghi di 1 minuto. Certo, questo paradigma è ancora presente, ma non è più quello dominante.

Alla brevità si è unita la riscoperta della lunghezza, della durata, della verticalizzazione. Il longform è tornato, e ci sembra in ottima salute. Lo vediamo nelle interviste di YouTube, che oggi in molti canali superano addirittura le due ore, negli approfondimenti giornalistici cartacei e online, in molti podcast.

(di interviste in formato longform ci siamo occupati anche qui su Cartografia Letteraria)

Nel pezzo in cui abbiamo raccontato il BEST OF 2020 di Cartografia Letteraria, lo spazio per i contenuti lunghi era molto. Le interviste sopra le due ore sono ormai in moltissimi canali e podcast. C’è un pubblico molto definito che sente il bisogno di approfondire. L’assenza di supporto fisico data dal digitale, la possibilità di mettere in pausa, di tornare indietro, di skippare in avanti probabilmente aiuta la gestione dei contenuti lunghi. Rende molto meno frustrante la gestione di contenuti che non si esauriscono in fretta, come lo scorrere di un feed.

L’assenza di supporto fisico, la possibilità di mettere in pausa, di tornare indietro, di skippare, rende molto meno frustrante la gestione di contenuti che non si esauriscono in fretta, come lo scorrere di un feed.

I formati che hanno nella lunghezza una delle loro caratteristiche premianti, possiedono un asset specifico difficilmente replicabile. Riescono a creare un legame con il pubblico di intensità maggiore. Legano, quasi letteralmente, il pubblico creando un rapporto di vicinanza emotiva.

In questo scenario – lunghezza e legame emotivo ed empatico con i lettori – le newsletter sono diventate uno strumento potentissimo. Molto utilizzate fino a qualche anno fa, sono cadute in disgrazia quando l’email marketing ne ha fatto un uso spropositato rendendole quasi indistinguibili dallo spam. Chi di noi, vedendo arrivare nella casella di posta elettronica l’ennesima newsletter pubblicitaria, non l’ha cestinata senza aprirla?

L’ultima del mese, la newsletter di Cartografia Letteraria. Vi siete già iscritti?

L’uso delle newsletter per fortuna è stato recuperato come strumento “sano” da alcuni giornalisti indipendenti. Prima negli Stati Uniti, poi in Europa, quindi in Italia, sono lo spazio nel quale i giornalisti potevano pubblicare i propri pezzi senza avere per forza un editore. Ecco che allora, grazie alla crisi dell’editoria e dei giornali cartacei, chi non aveva più possibilità di parlare a un pubblico vasto, si è ritrovato ad avere una propria audience.

Il valore nuovo delle newsletter è quello di non parlare più a un pubblico generalista, ma di rivolgersi a una parte di pubblico. Potersi riferire a un pubblico settoriale di appassionati permette quindi di creare un legame molto forte tra chi scrive e chi legge.

Un rapporto così forte che si dimostra anche nelle campagne di crowdfunding e di sostegno attraverso le quali gli autori e i creator digitali ricevono il sostegno economico per il loro lavoro. Molto spesso accade che le donazioni del pubblico avvengano spontaneamente, per sostenere la produzione del lavoro dei propri creator preferiti, senza che i creator attivino campagne di sostegno mirate.

Che tu sia uno scrittore che vuole far conoscere la propria voce, un giornalista con un progetto di racconto della realtà, un creator che vuole dare vita a contenuti innovativi, considera l’uso di una tua newsletter.

Ci sono molti esempi di newsletter di successo oggi in Italia, una è Da Costa a Costa, di Francesco Costa. Racconta gli Stati Uniti di oggi, e la newsletter è diventata anche un podcast e un libro per Mondadori.

Altro esempio è Medusa, newsletter sull’antropocene. A cura di Matteo De Giuli e Nicolò Porcelluzzi, racconta l’impronta sempre più indelebile degli esseri umani sul nostro pianeta. Medusa è una fonte di informazioni che difficilmente si troverebbero altrove, per un pubblico attento a un aspetto settoriale che fonde tra loro sostenibilità e scienza.

Ma è proprio questo il punto. Le newsletter permettono di avvicinare un pubblico specifico, raggiungendolo e imparando a conoscerlo. Sono diventate strumenti potentissimi per chi crea contenuti creativi. Che tu sia uno scrittore che vuole far conoscere la propria voce, un giornalista con un progetto di racconto della realtà, un creator che vuole dare vita a contenuti innovativi, considera l’uso di una tua newsletter.

Per chi si occupa di creare contenuti e desidera avere un rapporto diretto con il proprio pubblico, la newsletter è uno strumento da non trascurare. Sarà il veicolo per diffondere i propri racconti, i propri reportage, per suggerire link o indicare letture e video – diventando quindi l’editore, il broadcaster dei propri contenuti.

Se vuoi segnalare la tua newsletter, puoi scrivermi a info@cartografiaetteraria.it

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