Nostalgia e retromania

Stoner – la Cartografia Letteraria di John Williams
18 Giugno 2021
retromania

Tempo di lettura 7 minuti

Nostalgia e retromania, cosa sono e quali elementi possono aggiungere alla tua scrittura

Nostalgia e retromania

Nostalgia e retromania sono temi attualissimi, che ci parlano del presente più che del recente passato. Ci parlano di noi e di quello che desideriamo. Vediamo insieme cosa possono aggiungere alla nostra scrittura.

Quello che siamo oggi è il frutto del passato, degli eventi, degli stili, delle mode, delle persone, a cui siamo legati in un rapporto causa-effetto e di cui siamo l’evoluzione. I continui cambiamenti di questi ultimi tempi hanno fatto nascere due tendenze recentissime, messe in evidenza soprattutto dai film o dalle serie TV: la nostalgia e la retromania. Apparentemente molto simili tra di loro, sono due concetti di cui è importante che cerchiamo però di cogliere sfumature e differenze.

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Il significato delle parole

Nostalgia, una parola che deriva dal greco nòstos (che significa tornare a casa o, in senso più ampio, tornare alla propria terra natale) e da algos (cioè sofferenza, dolore, stare lontani), è un sentimento che indica il malessere per l’allontanamento fisico dalla propria abitazione o dai propri cari.

Nostalgia e retromania sono temi attualissimi, che ci parlano del presente più che del recente passato.

Ci parlano di noi e di quello che desideriamo. Vediamo insieme cosa possono aggiungere alla nostra scrittura.

Lo scrittore, considerato l’erede di Lester Bangs, combina l’atteggiamento tipico della critica musicale con l’obiettività di una disciplina come la sociologia. Inoltre mette in luce la mancanza di un futuro domandandosi: “Continueremo a vivere oppressi dalla nostalgia oppure la retromania si rivelerà una fase storica isolata?”.

Oggi invece il suo significato è accostato più alla sofferenza per l’allontanamento di tipo temporale da un periodo della nostra vita passata in cui eravamo più sereni e felici. Ma mentre il termine nostalgia ci fa pensare ai tempi in cui avevamo la sensazione di stare meglio, ci fa rimpiangere e desiderare, quali immagini evoca la parola retromania?

È un termine coniato di recente che indica la ricerca continua del vintage, del retrò, è il tentativo di far rivivere epoche felici come, per esempio, gli anni sessanta del boom economico attraverso canzoni, film, modi di vestire. Nel mondo attuale ricco di incertezze, è il desiderio di aggrapparsi al passato, alle sicurezze, a ciò che ci ha fatto sentire bene in altri momenti.

Possiamo comprendere meglio questo concetto attraverso il libro Retromania, di Simon Reynolds, in cui protagonista è la nuova ossessione per il passato, descritta tramite le vicende di icone assolute come i Beatles, Patti Smith, Frank Zappa e di altri artisti moderni che hanno rielaborato stili musicali retrò.

Spiega che i nuovi personaggi ricordano quelli passati grazie a reunion più o meno riuscite o a cover band, ma sottolinea come non sappiamo se la musica abbia smesso di evolversi e soprattutto focalizza la sua attenzione sul fatto che non si sia avuto lo sviluppo in ambito culturale così come era atteso.

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Passato e presente

Ritroviamo la mania per il passato nel mondo della TV che ci accompagna nei vari momenti della nostra giornata; infatti importanti brand quali per esempio Coca-Cola o Algida hanno ripreso spot di parecchi anni or sono, proprio quelli che hanno decretato il loro lancio e la loro popolarità.

È un po’ il ritorno di ciò che ha fatto la storia, che magari ha segnato le nostre abitudini o ha condizionato il nostro modo di vestire, di apparire, di porci. Come non pensare alla campagna elettorale di Donald Trump per le elezioni presidenziali del 2016 o a serie TV come Stranger things che, ambientata negli anni Ottanta, ci fa rivivere il fascino di quel periodo, calandoci completamente in quegli anni.

Stranger Things – un grande esempio di retromania

Rievocando un momento storico o un’epoca, ci sembra di essergli di nuovo vicini. Oggi sono tornati molto in voga i mercatini dell’usato in cui molti appassionati girano continuamente alla ricerca dei classici vinili o delle cassette. Di abiti vintage o di oggetti particolari che non vengono più utilizzati nella vita di tutti i giorni, ma che conservano il fascino e il ricordo dell’epoca in cui sono stati costruiti.

Ricerchiamo ciò che è retrò, lo celebriamo e preferiamo le tendenze del passato a quelle moderne.

La scrittura può nutrirsi di retromania e di nostalgia, intercettando oggi un tema di profonda attualità. Il contemporaneo si rivolge al passato per trovare rassicurazione. Come un consolatorio focolare domestico.

Come una infanzia collettiva che ci fa sentire migliori.

Dovremmo avere un occhio al passato di cui siamo frutto e con cui manteniamo un legame indissolubile. Soprattutto che ci ha permesso di essere ciò che siamo ora. Cercando però di concentrare la nostra attenzione sul vivere e creare, sull’evoluzione, sulla relazione col passato per farci scoprire il presente.

La scrittura può nutrirsi di retromania e di nostalgia, intercettando oggi un tema di profonda attualità. Il contemporaneo – forse perché affronta un momento di dispersione e di accelerazione tecnologica, sociale ed estetica senza precedenti nella storia dell’umanità. Si rivolge al passato per trovare rassicurazione. Come un consolatorio focolare domestico. O una infanzia collettiva che ci fa sentire migliori.

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