La Cartografia Letteraria può sostituire la lettura di un romanzo?

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Abraham Ortelius, Indiae Orientalis, Insularumque Adiacientium Typus,1603

Tempo di lettura: 4 minuti

Inizia con questo articolo una serie di approfondimenti sulla Cartografia Letteraria, sul suo metodo e sulle sue molte e diverse applicazioni. 

di Ferdinando Morgana

Abraham Ortelius, Indiae Orientalis, Insularumque Adiacientium Typus,1603

Come ho già avuto modo di dire altrove, la Cartografia Letteraria è l’anello di congiunzione tra l’esperienza assolutamente privata e solitaria dello scrittore e il romanzo che metterà sulla pagina una volta tornato a casa. Per quanto si possa tornare a casa dopo un’immersione dentro se stessi.

Da un lato c’è quindi il suo immergersi solitario in un luogo interiore inesplorato e la lenta operazione di mappatura, di quel luogo. Dall’altra, l’operazione di mettere tutto su pagina.

Ecco, il metodo della Cartografia Letteraria aiuta a ricostruire cosa è successo durante quella esplorazione solitaria. Durante quella mappatura di un luogo inesplorato e spesso inospitale.  

Come illustrare la fonte delle storie

Cartografia Letteraria di Sillabari di Goffredo Parise – illustrato da Elena Miele

La Cartografia Letteraria illustra la fonte delle storie, il nucleo segreto e fondente da cui è nato un romanzo. Il sentimento che ne è alla base. Lo fa attraverso una sola immagine, può essere un panorama, una veduta, una carta astrale. Alcune volte si tratta di un’immagine pulita ed essenziale. Come la vasta e azzurra distesa di mare solcata da una sola linea bianca come per Il vecchio e il mare di Hemingway.

Cartografia Letteraria de Il vecchio e il mare – illustrato da Angelica Zanini

Altre volte è invece una sovrabbondante stratificazione di segni e simboli, intricata come un roseto selvatico, come per Sillabari di Parise.

Altre volte sarà invece una costellazione che unisce città immensamente distanti tra loro. Come per Exit West di Mohsin Hamid.

Exit West di Mohsin Hamid – illustrato da 100km Studio

In ogni caso, gettando lo sguardo su quell’unica immagine, saremo investiti dall’emozione primaria. Dal senso più intimo e segreto che lo scrittore voleva trasmetterci con il suo romanzo. E chissà, forse saremo colti dal dubbio che non servirà neanche leggerlo, quel romanzo. 

Certo, nulla potrà mai eliminare del tutto – e per fortuna – il piacere, la completezza e l’emozione che la lettura di un testo letterario può darci. Ma la provocazione ha comunque senso. Allora, seriamente, la Cartografia Letteraria può sostituire la lettura di un romanzo? 

La Cartografia Letteraria illustra la fonte delle storie. Il nucleo segreto e fondente da cui è nato un romanzo, il sentimento che ne è alla base. Lo fa attraverso una sola immagine. Può essere un panorama, una veduta, una carta astrale.

 

Cartografia Letteraria e memoria


Tutto ha a che fare per me con il fatto che non ho una gran memoria. Nomi, date e numeri mi sfuggono di mente con una facilità impressionante. Ma posso dire di possedere una gran memoria visiva e e una notevole memoria emotiva. Ho letto molti libri nella mia vita, scaffalature intere di romanzi e raccolte di racconti. Mi capita spesso di non ricordare del tutto gli snodi di trama, i nomi dei personaggi, le ambientazioni – a dire la verità, penso capiti a molti lettori. Ma nonostante questo una cosa mi è sempre chiara: l’emozione di fondo che ogni romanzo mi ha lasciato alla fine della lettura. 


E allora posso dire con certezza che Stoner di John Williams ha un sapore di terra amara, nostalgia romantica e delusione. Che Sirene di Laura Pugno è un boccone di sushi di sirena mangiato controluce. Che per esempio Il dio del massacro di Yasmina Reza è come vedere impotenti un iceberg che va lentamente alla deriva, mentre su esso due coppie borghesi litigano e non si accorgono di niente. 

Forse la Cartografia Letteraria non potrà mai sostituire la lettura completa di un romanzo, ma come per quello che succede con i vini dopo il loro passaggio, potrà lasciarci in bocca un retrogusto, un’ombra, un’essenza – il senso pieno e vero dell’esperienza di leggere.

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