La Cartografia Letteraria può sostituire la lettura di un romanzo?

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Tempo di lettura: 4 minuti

di Ferdinando Morgana

Inizia con questo articolo una serie di approfondimenti sulla Cartografia Letteraria, sul suo metodo e sulle sue molte e diverse applicazioni. 

Come ho già avuto modo di dire altrove, la Cartografia Letteraria è quell’anello di congiunzione che unisce l’esperienza assolutamente privata e solitaria dello scrittore – il suo immergersi solitario in un luogo interiore inesplorato e la lenta operazione di mappatura, passo dopo passo di quel luogo –  e il romanzo che quello scrittore metterà sulla pagina una volta tornato a casa. Per quanto si possa tornare a casa dopo un’immersione dentro se stessi. Ecco, il metodo della Cartografia Letteraria aiuta a ricostruire cosa è successo durante quella esplorazione solitaria, durante quella mappatura di un luogo inesplorato e spesso inospitale.  

La Cartografia Letteraria illustra la fonte delle storie, il nucleo segreto e fondente da cui è nato un romanzo, il sentimento che ne è alla base. Lo fa attraverso una sola immagine, può essere un panorama, una veduta, una carta astrale. Alcune volte si tratta di un’immagine pulita ed essenziale – come la vasta e azzurra distesa di mare solcata da una sola linea bianca come per Il vecchio e il mare di Hemingway, altre volte invece è una sovrabbondante stratificazione di segni e simboli intricata come un roseto selvatico, come è successo per Sillabari di Parise

In ogni caso, gettando lo sguardo su quell’unica immagine, saremo investiti dall’emozione primaria, dal senso più intimo e segreto che lo scrittore voleva trasmetterci con il suo romanzo. E chissà, forse saremo colti dal dubbio che non servirà neanche leggerlo, quel romanzo. 

Stoner di John Williams – Fazi editore

Premesso che, in realtà, nulla può eliminare del tutto – e per fortuna – il piacere, la completezza e l’emozione che la lettura di un testo letterario può darci, la provocazione credo abbia senso. Allora, seriamente, la Cartografia Letteraria può sostituire la lettura di un romanzo? 

La Cartografia Letteraria illustra la fonte delle storie, il nucleo segreto e fondente da cui è nato un romanzo, il sentimento che ne è alla base. Lo fa attraverso una sola immagine, può essere un panorama, una veduta, una carta astrale.

 
Tutto ha a che fare per me con il fatto che non ho una gran memoria. Nomi, date e numeri mi sfuggono di mente con una facilità impressionante. Posso dire però di possedere una gran memoria visiva e e una notevole memoria emotiva. Ho letto molti libri nella mia vita, scaffalature intere di romanzi e raccolte di racconti. Mi capita spesso di non ricordare del tutto gli snodi di trama, i nomi dei personaggi, le ambientazioni – a dire la verità, penso capiti a molti lettori forti. Ma una cosa mi è sempre del tutto chiara: l’emozione di fondo che ogni romanzo mi ha lasciato alla fine della lettura. 


Una elaborazione grafica della copertina di Sirene di Laura Pugno – Marsilio editore

E allora posso dire con certezza che Stoner di John Williams ha un sapore di terra amara, nostalgia romantica e delusione; che Sirene di Laura Pugno è un boccone di sushi di sirena mangiato controluce; che Il dio del massacro di Yasmina Reza è come vedere impotenti un iceberg che va lentamente alla deriva, mentre su esso due coppie borghesi litigano e non si accorgono di niente. 

Forse la Cartografia Letteraria non potrà mai sostituire la lettura completa di un romanzo, ma come per quello che succede con i vini dopo il loro passaggio, potrà lasciarci in bocca un retrogusto, un’ombra, un’essenza – il senso pieno e vero dell’esperienza di leggere.


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